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ANTOLOGICA

Mostra personale fotografica di Giovanni Gennari

14 Novembre - 12 Dicembre  2020

Mostra a cura di Lorenzo Uccellini, Florindo Rlli e con la preziosa collaborazione di Andrey Martynov.

OPENING SABATO 14 Novembre  dalle ORE 16.00 alle 20.00

Viale Napoli, 83 - Pesaro 
Ingresso libero

Libro in mostra a cura di Lorenzo Uccellini 

Apertura mostra: Mer/Gio/Ven/Sab 16.00/19.30
Altri giorni e orari su appuntamento
Info: 3460873030



ANTOLOGICA 

Nota del curatore

<<Scrivere del fotografo Giovanni Gennari va oltre le mie capacità, tanto vasta e variegata è la sua opera.

Troverete nel libro alcuni esperti che sapranno dignitosamente illuminare il lettore sul lavoro di una vita del grande artista pesarese dell’immagine.

In realtà posso dire anche ben poco dell’uomo Giovanni, avendolo conosciuto troppo tardi per imparare di più della sua sensibilità e istruirmi ascoltando i suoi racconti che spaziano dal cinema d’autore, alla poesia e all’arte in genere; e della vita spiccia.


Posso però tentare di raccontare in poche righe, per non occupare troppo il lettore, la nostra grande amicizia nata fin dagli esordi del BID, lo spazio per le arti che dirigo.

Di Giovanni sapevo già abbastanza come fotografo e del suo carattere che non ha mai lasciato inutile spazio alla ipocrisia quando si trattava di analizzare questa o quella opera, qua e là per le tante mostre a cui sempre presenziava.


E non mancò di onorarmi di essere tra il pubblico della primissima mostra del BID, nel maggio 2018. 

Mi colpirono molto alcune sue osservazioni intese - fin da allora - a fornirmi significativi aiuti pratici di cui ero davvero assetato all’epoca.


Quando un amico mi disse che tra i fotografi pesaresi Giovanni era colui che più avrebbe portato pregio alla ‘galleria’ ricordo che risposi di saperlo e di avere già in mente di chiedergli se gli avrebbe potuto far piacere. Ovviamente era tutto vero, non scherzo mai su certe questioni.


Fu così che in uno dei tanti pomeriggi in cui passava a trovarmi, feci la proposta a Giovanni che nella sua umiltà si disse lusingato e un leggero colorito nelle sue guance mostrava che non stesse mentendo. Mi disse: <<Ma cosa ti porto?>>

E mi ritrovai nel giro di pochi giorni l’ufficio colmo di accurati portfolio, tutti molto interessanti. Passò qualche tempo poi arrivò con un sorriso in volto che mi riempì di entusiasmo. Aveva trovato una nuova idea, un nuovo territorio da esplorare e ciò che mi mostrò letteralmente mi invase di bellezza.

La sua mostra fu un successo incredibile per lui, per me quale semplice ospite ma soprattutto per la fotografia in genere perché, nelle parole del suo amico Giorgio Cutini - anch’egli raffinato fotografo - Giovanni seppe in quella serie riunire due mondi: Occidente e Oriente, creando una suggestione di forme, luci, ombre, riflessi e materiali che erano una vera e propria innovazione in quanto non si limitava all’uso di carte ‘ruffiane’ o soggetti scontati!


Da lì in poi, Giovanni divenne di casa al BID; aveva le chiavi della porta e dei miei pensieri.

Ogni volta che mi trovavo in una situazione che richiedeva una decisione importante Giovanni era seduto nella sua sedia nera accanto a me e prima di parlare mi scrutava facendo finta di riflettere sull’argomento, ma in realtà per capire cosa mi sarei aspettato dalla sua risposta sull’interrogativo ‘del giorno’. Poi, sempre con le guance che esprimevano profonda empatia, mi esponeva senza mezzi termini la sua sincera e diretta posizione. Posso dire che non ha mai sbagliato una volta nel suggerirmi!


Con il ‘gigante buono’ abbiamo chiacchierato di tante cose e non solo di arte. Il fatto che più mi entusiasmava era il suo apprezzamento per David Bowie, che è risaputo essere il mio artista prediletto.

Sono certo che l’affetto fraterno che ho provato per Giovanni fosse corrisposto.

Sicuramente mi ha dato tutto quello che poteva per aiutare me e il BID, e parlo sia di materiale intellettuale che di braccia nel senso stretto del termine, sottraendo tempo alla sua cara Fernanda e a tutta la famiglia.


Nel mio piccolo sono stato contento di aver potuto ricambiare i suoi tanti favori portando la sua arte all’attenzione di esperti ben più blasonati del sottoscritto, in Italia e all’estero. In particolare mi gratifica ricordare vederlo discutere in qualche modo e nonostante il linguaggio con un altro mio grande amico, Andrey Martynov, e poi averlo messo in contatto con l’amico Mauro Manetti con il quale - molto più che che con me - ebbe modo di spaziare negli infiniti mondi di sensibile e raffinata cultura che gli appartenevano.

La tua mostra nella galleria di Mauro era in programma ma non hai fatto in tempo a vederla.

Probabilmente ci sarà modo da questa antologica di trovare spunti per Mauro.

E ciò che più mi rammarica caro Giovanni è non essere riusciti a esporre il NOSTRO progetto; il progetto su cui abbiamo tanto discusso e concluso che sarebbe potuto anche essere considerato - almeno per me - il mio saluto finale; poi però te ti incazzavi e dicevi “lascia gí, lascia gí”.

Purtroppo non ci siamo mostrati nulla e quindi non so dove cercare, tra i tuoi lavori, per portarlo a termine.

Posso però pescare, con una rete non troppo stretta perché non basterebbe il MOMA di NYC per contenere il tuo lavoro, una selezione di quello ritengo possa esprimere dignitosamente la tua carriera in questa passione fotografica che, in perfetta sintonia con il mio sentire e con il progetto di cui sopra che includeva per entrambi il ricorso ad altre tecniche , iniziava a starti un po’ stretta!


Ciao Amico, aspettami con qualche idea delle tue!! >>


Lorenzo Uccellini


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